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Non credere a te stesso, giovane sognatore,

l’ispirazione temi come peste…

Essa è greve delirio dell’anima malata

o irritazione del pensiero in ceppi.

In essa non cercare segno celeste invano:

è ardor di sangue, è un soverchio di forze!

In faccende piuttosto logorati la vita

e versa la bevanda avvelenata!

Ti capiti in segreto, meraviglioso istante,

di scoprirti nell’anima, da tempo muta,

una ancora ignota, una vergine fonte

di semplici, di dolci suoni, ad essi

non porgere l’orecchio tu, non abbandonarti,

getta su loro il velo dell’oblio:

col verso misurato, colla fredda parola,

il loro senso non esprimerai.

 

da "Non credere a te stesso"

Michail Jurevic Lèrmontov

 
 

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Lorenzo Linthout - Tutti i diritti riservati