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Oh, nessun giorno senza il doloroso

privilegio d’un fuggitivo incontro.

Al tuo occhio smarrito d’ogni parte

la città si moveva, delirando

le vie note, i marciapiedi cari

al tuo piede fanciullo ora dorati

dall’amore, l’estate era nell’aria.

Il tempo era venuto del distacco

senza che mai la selvatica donna

quetato avesse il suo timido sguardo.

Quanti giorni ormai senza il doloroso

momento che la città t’esprimeva

ventilata dal suo materno grembo,

la strada popolosa di sete

e tele estive che l’azzurro

commoveva di riflessi e di lampi...

 

da "D'amore", Attilio Bertolucci

 
 

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Lorenzo Linthout - Tutti i diritti riservati