introduzione  home  archivio home  slideshow  video  biografia  leggi il guestbook  firma il guestbook  riconoscimenti  links  @

Le rovine aggiungono alla natura qualcosa che non appartiene più alla storia, ma che resta temporale. Non esiste paesaggio senza sguardo, senza coscienza del paesaggio. Il paesaggio delle rovine, che non riproduce integralmente alcun passato e allude intellettualmente a una molteplicità di passati, in qualche modo doppiamente metonimico, offre allo sguardo e alla coscienza la duplice prova di una funzionalità perduta e di un'attualità massiccia, ma gratuita. Conferisce alla natura un segno temporale e la natura, a sua volta, finisce col destoricizzarlo traendolo verso l'atemporale. Il “tempo puro” è questo tempo senza storia, di cui solo l'individuo può prendere coscienza e di cui lo spettacolo delle rovine può offrirgli una fugace intuizione.

 

da “Il tempo e la storia”, Marc Augé

 
 

L'architettura

Il reportage

Lo stato dei luoghi

I ritratti urbani

 

La flora e la fauna

Il  lago di Garda

Varie

L'incomunicabilità

I paesaggi

La luce contro

Lo still life

 

Le geometrie

I particolari

I ritratti

I nudi

d'architettura

In fuga

dalla terra

Gli inganni

fotografici

Fra metafisica

e retorica

Verona, la

mia città

I miei

non luoghi

L'erosione

del neutro

 

Lorenzo Linthout - Tutti i diritti riservati