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Alle volte mi basta uno scorcio che s'apre nel bel mezzo del paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s'incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d'istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando, sparsa entro i confini del tuo impero: puoi rintracciarla, ma a quel modo che t'ho detto.


da "Le città invisibili", Italo Calvino

 
 

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Lorenzo Linthout - Tutti i diritti riservati