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Le città, le grandi città, hanno un rapporto particolare con la storia. Questa invade il loro spazio con la commemorazione, con l’ostentata celebrazione di vittorie e conquiste. L’architettura segue la storia come un’ombra, anche se i luoghi del potere si spostano secondo le evoluzioni e le rivoluzioni interne. La storia è anche violenza e spesso lo spazio della grande città ne riceve in pieno i colpi e porta il segno delle ferite. Questa vulnerabilità e questa memoria somigliano a quelle del corpo umano, e sono indubbiamente esse che ci fanno sentire la città così vicina, così emozionante. La nostra memoria, la nostra identità sono messe in gioco quando la “forma della città” cambia e non abbiamo difficoltà a immaginare ciò che i suoi più brutali sconvolgimenti hanno potuto rappresentare per coloro che ne sono stati vittime insieme ad essa.

 

da "Il muro di Berlino", Marc Augé

 
 

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Lorenzo Linthout - Tutti i diritti riservati