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Il futuro verrà da un lungo dolore e da un lungo silenzio. Presuppone uno stato di tale ignoranza e smarrimento che sia umiltà, la scoperta insomma di nuovi valori, un nuovo mondo. L’unico vantaggio che avrò sui miei primi vent’anni sarà la mano fatta, l’inconscio istinto. Lo svantaggio, la messe precedente e l’esaurimento del fondo. Però –che lo sappia– la nuova opera comincerà soltanto alla fine del dolore. Per ora non posso che almanaccare estetica, il problema dell’unità e studiare domande per finire il dolore.
da "Il mestiere di vivere", Cesare Pavese
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Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2010 Lorenzo Linthout - Tutti i diritti riservati |