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Fra metafisica e retorica

(151 immagini)

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E' una visione enigmatica della realtà di inquietante estraneità e di allucinata tensione. Gli oggetti costituiscono la "rivelazione magica" di una "realtà metafisica" che non ha alcun rapporto con la realtà storica e naturale; accostati in modo incongruo essi producono un affetto estraniante.

Contesti urbani e paesaggi sono immersi in un'atmosfera onirica, quasi spettrale, resa ancor più sinistra dal minuzioso trattamento realista con cui gli oggetti e lo scenario prospettico sono definiti. Si sviluppa in linguaggio autonomo, inventando ed elaborando con straordinaria fantasia temi di misteriosa magia poetica,  visioni architettoniche e statue solitarie.

La stasi più immobile, tutto sembra fermo e senza tempo, le cose e  gli spazi sembrano pietrificati per sempre, ovunque il silenzio più assoluto, atmosfere magiche ed enigmatiche di apparente semplicità di ciò che mostrano.

Ed invece le immagini mostrano una realtà che solo apparentemente assomiglia a quella che noi conosciamo dalla nostra esperienza. Le scene urbane, che sono protagoniste, hanno un aspetto dilatato e vuoto. In esse predomina l'assenza di vita proprio dalla presenza dell'individuo, ma con il silenzio più assoluto. La metafisica quindi, esamina le cose al di là della materia e dell'energia.

La metafisica si occupa degli enti in tutti quegli aspetti che prescindono dal loro aspetto sensibile secondo una prospettiva il più ampia e universale possibile.

All'ambito della ricerca metafisica appartengono, fra l'altro, il problema dell'esistenza, dell'anima, dell'essere in sé, nonché la questione della relazione fra l'"essere", l'ente e la risposta alla domanda filosofica fondamentale "perché l'essere piuttosto che il nulla?"

Ma quando l'oggetto perde la sua funzione simbolica e diventa valore reale in sé, allora ci alieniamo, diventiamo pazzi, perdiamo noi stessi. Con questo concetto propongo le mie visioni sospese fra metafisica e retorica.

 

 

 

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Lorenzo Linthout - Tutti i diritti riservati