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Ex Cementificio "Pesenti"

Alzano Lombardo, Bergamo

(25 immagini)

Puoi vedere anche lo slideshow relativo alla galleria "Lo stato dei luoghi" oppure guarda i video

 

L’attività di produzione del cemento da parte della Famiglia Pesenti ebbe inizio sull’eco delle fortunate imprese già avviate a Palazzolo e Scanzo. I primi forni furono costruiti a Nese, lungo la strada che porta ad Olera, presso un sito che i Pesenti avevano considerato valido per la produzione del cemento.

Il processo di macinazione veniva invece svolto presso la cartiera di Alzano Sopra di proprietà di Antonio Pesenti destinata a scomparire con l’avvio delle più moderne cartiere meccanizzate.

Nel 1878 fu avviato il cementificio “Fratelli Pesenti fu Antonio” diretto da Daniele Pesenti. Nel 1883 l’ingegnere Cesare Pesenti dopo la laurea in ingegneria meccanica conseguita in Germania, rientra ad Alzano ed avvia una vera e propria rivoluzione nell’attività.

Nello stesso anno inizia l’impianto di quello che diventerà il monumentale cementificio di Alzano Sopra; vengono realizzati i primi forni di cottura del cemento ad Alzano Sopra, in sostituzione dei primi realizzati a Nese.

Nel 1878 si fabbrica il cementino a lenta presa della Valle Seriana, addizionata nell’anno successivo dalla produzione del cemento a presa rapida.

Complice la messa in funzione nel 1884 della nuova ferrovia della Valle Seriana, negli anni immediatamente successivi a fianco dei primi forni fu costruito il primo nucleo di magazzini, destinati ad ospitare lo stoccaggio dei sacchi da avviare al mercato mediante il servizio ferroviario.

Nella metà degli anni Novanta vengono realizzati importanti lavori di ristrutturazione ed ampliamento con la costruzione di nuovi forni di brevetto tedesco che garantivano una maggiore produzione di cemento, oltre alla realizzazione dell’edificio oggi denominato “Moresco”, per lo stile delle due torrette del fronte sud.

È in questi anni che il cementificio si consolida in due nuclei, uno orientale ed uno occidentale con interposta la strada di accesso proveniente direttamente dal centro storico di Alzano Sopra.

I due complessi sono oltremodo differenti tra loro nell’impianto e nelle forme, a testimonianza sia del diverso ruolo funzionale assegnato che della complessa sequenza costruttiva.

Nel complesso orientale sono presenti i forni, i silos, la macinazione e buona parte dell’insaccamento, mentre in quella occidentale principalmente il magazzino, le spedizioni e gli uffici amministrativi.

Nel 1894 ha inizio la produzione del cemento bianco che per Alzano rappresenta una vera specialità divenuto famoso con il nome di “Bianco Alzano”.

Nel 1896 ha inizio la produzione del Portland naturale nell’officina di Alzano e i Pesenti sono i primi a produrne con materia prima totalmente Lombarda.

Il portland Alzano è ottenuto dai calcari di un giacimento tra Nembro, Villa di Serio, Scanzo e Nese, ma è a Villa di Serio, di fronte alla fabbrica di Alzano Sopra, che lo spessore dei banchi di calcare marnoso è di perfetta qualità ed è presente in quantità sufficiente da consentire una produzione a scala industriale.

Nel primo decennio del Novecento vengono rasi al suolo tutti gli edifici posti a valle della roggia Morlana e vengono realizzati plausibilmente in due fasi i nuovi silos per il clinker e per il prodotto finito, ma soprattutto viene realizzata la prima batteria di quattro forni.

Nel 1910 il cementificio assume la sua attuale veste, per lo meno per quanto attiene il sistema strutturale e di lettura architettonica, infatti è in quell’anno che si concludono i lavori per la nuova batteria di otto forni con le relative quattro ciminiere.

Negli anni successivi sono affidate ad Alzano le produzioni di diversi leganti idraulici, che però per il complesso processo di fusione industriale e l’acquisto e la costruzione di numerosi e moderni cementifici in tutta Italia, la produzione andò sempre via via diminuendo, utilizzando spesso il cementificio come centro di sperimentazione e avvio produttivo di nuovi leganti naturali, mantenendo comunque la produzione del “Binco” e dei cementi di utilizzo locale.

Negli anni che vanno dal 1910 al 1933 ovvero fino alla morte di Cesare Pesenti, anima e corpo del cementifico Italcementi di Alzano Sopra, l’officina è stata addizionata di porticati e tettoie verso la ferrovia e sopra le originarie strutture, rampe, piani inclinati, e ponti aerei destinati al circuito del trasporto dei materiali e dei combustibili, al collegamento tra i vari forni ed alla stazione di arrivo della teleferica.

Nel 1957 a fianco dei forni, assieme a diversi silos in cemento armato, viene realizzata la nuova torre di carico dotata di un montacarichi. Le evidenti addizioni realizzate in questi anni costituiscono di certo una frattura stilistica rispetto all’ impianto dei primi anni Trenta, ciò in seguito alla mancanza della mano del progettista Cesare Pesenti ma anche alla necessità di ammodernamento dell’edificio con l’utilizzo di tecniche attuali.

Agli inizi degli anni Sessanta in attesa della conclusione dei lavori di realizzazione dello stabilimento di Rezzato ha inizio la produzione dell’”Aquila Bianca”, ottenuto da una miscela tra ilo clinker di Civitavecchia e calcare bianco di Mezzano.

Nel 1966 vengono definitivamente spenti i dodici forni e fino al 1971 nel cementifico si svolgeranno esclusivamente lavori di macinazione del cemento per la produzione del “Chiaro Alzano” e le spedizioni di “Italbianco” e “Aquila Bianca”

Il Cementificio chiuderà definitivamente i suoi battenti nel 1971, mentre sarà spogliato di ogni attrezzatura ed accessorio metallico nel 1973, per volontà della proprietà vendendo a peso di rottame gli attrezzi che per decenni avevano reso l’italcementi un colosso mondiale.

 

 

 

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