introduzione  home  archivio home  slideshow  video  biografia  leggi il guestbook  firma il guestbook  riconoscimenti  links  @

Lo stato dei luoghi

Puoi vedere anche lo slideshow relativo alla galleria "Lo stato dei luoghi" oppure guarda i video

 

“Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; luoghi che sarebbero punti di riferimento e di partenza, delle fonti: tali luoghi non esistono, ed è perché non esistono che lo spazio diventa problematico, cessa di essere evidenza, cessa di essere incorporato, cessa di essere appropriato. Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. Non è mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo. I miei spazi sono fragili: il tempo li consumerà, li distruggerà: niente somiglierà più a quel che era, i miei ricordi mi tradiranno, l'oblio s'infiltrerà nella mia memoria, guarderò senza riconoscerle alcune foto ingiallite dal bordo tutto strappato. Come la sabbia scorre tra le dita, così fonde lo spazio. Il tempo lo porta via con sé e non me ne lascia che brandelli informi. Scrivere: cercare meticolosamente di trattenere qualcosa, di far sopravvivere qualcosa: strappare qualche briciola precisa al vuoto che si scava, lasciare, da qualche parte, un solco, una traccia, un marchio o qualche segno."

 

da “Specie di spazi”, George Perec

Lo spazio è un dubbio: è il dubbio dei luoghi che non esistono più. Occorre fermarli con un’immagine, perché fotografarli significa cercare meticolosamente di trattenere qualcosa.

La sfera di questo tentativo, operato attraverso l'inventario dei diversi tipi di spazi viene usata come fenomeno di natura essenzialmente fisica, fotografare significa occupare una porzione di spazio e la conferma dell'intrinseca essenza di questo rapporto è offerta in un gioco di identità fra il segno linguistico e la sua collocazione spaziale.

Lo sforzo di trattenere e rappresentare lo stato dei luoghi, meglio definibile come l’architettura dimenticata, come il segno del tempo che passa sul corpo degli edifici, corrisponde esattamente alla possibilità di catalogare, al senso delle cose che fuggono, i cambiamenti che si perdono, sfumandosi nella memoria che solo per illusione contiene tutto esattamente, lo spazio, che non è possibile pensare.

Tutto ciò è lo spazio dell'appropriazione dell'esperienza che corrisponde all'azione del fotografare.

 

Lo stato dei luoghi vari

Le gallerie dello stato dei luoghi

 

 

L'architettura

Il reportage

Lo stato dei luoghi

I ritratti urbani

 

La flora e la fauna

Il  lago di Garda

Varie

L'incomunicabilità

I paesaggi

La luce contro

Lo still life

 

Le geometrie

I particolari

I ritratti

I nudi

d'architettura

In fuga

dalla terra

Gli inganni

fotografici

Fra metafisica

e retorica

Verona, la

mia città

I miei

non luoghi

L'erosione

del neutro

 

Lorenzo Linthout - Tutti i diritti riservati